Durante le fasi della crescita ogni persona sviluppa delle specifiche regioni celebrali deputate a riconoscere i volti, i luoghi e le cose. Il cervello si auto-organizza ma mantiene una sua struttura simile in ogni essere umano. Un aspetto interessante riguarda le persone che da bambini hanno giocato con a Pokémon attraverso il Nintendo GameBoy. Questi soggetti hanno mostrato uno sviluppo celebrale specifico. Una delle questioni ancora aperte per le neuroscienze riguarda l’impatto che le immagini possono generare nello sviluppo e nell’organizzazione di queste aree celebrali. Attraverso la Risonanza Magnetica Funzionale i ricercatori hanno analizzato un gruppo di undici persone (di età media intorno ai 24 anni) che da piccoli hanno trascorso molto tempo giocando a "Pokémon Rosso e Blu". La loro esperienza di gioco è stata valutata grazie ad un test che ha verificato la loro capacità di nominare 40 personaggi dei Pokémon rispetto ad un gruppo di controllo. Dopo questa prima fase sono state mostrate ai partecipanti centinaia di immagini dei vari personaggi dei Pokémon.
I risultati hanno evidenziato come in queste persone si attivava in modo particolare un’area specifica della
corteccia visiva ovvero il solco occipito-temporale. È importante sottolineare come i personaggi del videogioco presentavano delle caratteristiche diverse rispetto ai volti o ai luoghi
dato che erano composti da pixel. Una tipologia di apprendimento visivo quindi diversa da quella standard a cui siamo abituati. Questa esposizione ha quindi influenzato in modo osservabile sia l’organizzazione celebrale che l’acuità visiva. Da qui risulta evidente come le dimensioni e le caratteristiche dell’informazione visiva possano
giocare un ruolo importante nello sviluppo
e nell’organizzazione di alcune aree celebrali.
Questa ricerca può avere implicazioni importanti per comprendere come gli stimoli visivi possano produrre una rappresentazione diversa di uno stimolo nell'età adulta e rappresenta un'ulteriore dimostrazione della plasticità del nostro sistema visivo durante le fasi dello sviluppo. Questo significa che trascorrere molto tempo ad osservare un "oggetto" da bambini può produrre un
impatto specifico nell'organizzazione della corteccia visiva.
Ad esempio nell'autismo la difficoltà nel riconoscere i volti e l' avversione verso il contatto visivo possono influenzare lo sviluppo della corteccia visiva che ha sua volta produrrebbe un impatto negativo sulla dimensione sociale. Se questa ipotesi venisse ulteriormente confermata potrebbe fornire delle
preziose indicazioni per progettare degli interventi
più efficaci nel supporto di questo disturbo o di altre situazioni specifiche.
Dott.Igor Graziato
Psicologo del Lavoro e delle organizzazioni
Specialista in Psicoterapia
Esperto di VRT (Virtual Reality Therapy)
Master in Cognitive Behavioural Hypnotherapy
Ipnosi Clinica Evidence Based
Membro dell'American Psychological Association
Past Vice President Ordine degli Psicologi del Piemonte
Fonte:
Extensive childhood experience with Pokémon suggests eccentricity drives organization of visual cortex. Jesse Gomez, Michael Barnett & Kalanit Grill-Spector. Nature Human Behaviour volume 3. 2019.
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